Il mio nuovo codice Pin è sole/sorriso/birra

Articolo pubblicato il 06/11/2015 - Nuove tecnologie

Dopo tutto la sicurezza Cyber potrebbe diventare qualcosa di divertente! Emojis servono per aggiornare i nostri buon vecchi codici a quattro cifre, grazie a Intelligent Environments, una società di tecnologia britannica.

Può darsi che tu non abbia sentito parlare di Intelligent Environments prima d'ora, ma la verità è che questa società è la mente che sta dietro alcune delle recenti rivoluzioni tecnologiche. La linea di soluzioni di mobile banking e le soluzioni online di carte di credito, il portafoglio mobile, l'applicazione smart watch banking, il mobile banking transnazionale ... tutte queste soluzioni fanno parte delle innovazioni nel loro tempo. Ovviamente Intelligent Environments opera nell'industria dei servizi finanziari ed è stata leader di aziende nel mondo digitale negli ultimi quindici anni. Ora hanno inventato un moto per permetterci di connetterci ai nostri conti bancari usando emojis.

Emojis sono diventati popolari fin dagli inizi degli sms. Hanno cominciato come ù o meno semplici di caratteri delle tastiere e oggi è disponibile una vasta gamma di pittogrammi elaborati. Quei piccoli disegni divertenti sono diventati un modo di "parlare", una lingua, soprattutto tra gli adolescenti. E, secondo Intelligent Environment, un'alternativa molto più sicura rispetto ai nostri soliti codici di accesso. I codici a quattro caratteri permettono 7,290 chiavi di quattro figure non ripetute. Sulla stessa base, la selezione da Intelligent Environments di 44 emojis permette 3,498,308 combinazioni.

L'azienda assicura che le immagini sono più facili da ricordare rispetto ai numeri, perché è in questo modo che il nostro cervello ha lavorato dalla creazione dell'uomo. La sicurezza di online banking è una preoccupazione essenziale, come il fatto che lo sviluppo sia coerente. Questo modo divertente di accedere è già integrato in un'applicazione Android e dovrebbe essere proposta da numerose banche già dal prossimo anno. Alla faccia vostra hacker.

Foto: Intelligent Environments

Articolo scritto da Cécile Lessard
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